25 novembre 2024 - Tempo di lettura: 4 minuti www.egm.it no profit by www.biodiritti.org - link d'invito per leggere in Telegram altri articoli di divulgazione Scientifica di Biodiritti by Egm.it No ProfitLa mamma e il papà, testimoni di Geova ucraini, fuggivano sotto le bombe quando è nata prematura Khrystyna. Da Mariupol a Dnipro e poi in Irlanda. La bambina, con difetto al cuore, è stata operata con successo senza trasfusioni a Genova.
Fonte: Lucia Bellaspiga, dal 2001 inviata speciale del giornale Avvenire, quotidiano di ispirazione cattolica, ha firmato l'articolo intervista, "La guerra le aveva spaccato il cuore" pubblicato su Avvenire domenica 24 novembre 2024 link. Ne pubblichiamo alcune parti, in questo articolo, citando la fonte. Vi invitiamo a leggere l'intervista integrale: piena di sentimento che si attiene ai fatti. Narra di genitori Testimoni di Geova, alla ricerca di un centro per operare senza emotrasfusioni la piccolissima figlia Khrystyna, di due anni. Qui puoi leggere un riepilogo sulla posizione ufficiale dei Testimoni di Geova, posizione etica e religiosa sulle terapie mediche, sull’utilizzo del proprio sangue nel corso di un’operazione chirurgica e all’uso clinico dei derivati dei componenti principali del sangue.



Fonte:foto di repertorio non riferita a KhrystynaIl 7 aprile del 2022 Khrystyna era nata di 6 mesi, un chilo e 200 grammi, dopo un parto cesareo in emergenza e il centro del cuore non ancora formato. La mamma e il papà erano in fuga sotto le bombe a Mariupol in Ucraina. Il papà, fuggiva dalla coscrizione e corte marziale per non voler fare militare e guerra. A Dnipro, dove erano scappati, per due mesi i medici hanno lottato per la vita di Khrystyna, la figlia a cui dopo il parto avevano diagnosticato un difetto cardiaco del setto atrio-ventricolare con insufficienza severa della valvola sinistra. Troppo grave e anemica, con emoglobina molto bassa, per essere affrontato l'intervento a Dnipro. Dovevano a tutti i costi lasciare l’Ucraina! Otto mesi dopo, con sei giorni di viaggio, sono arrivati in Irlanda. Anche lì la bimba fu considerata non operabile. Né in Ucraina né in Irlanda dove erano scappati, e neppure in altri paesi in Europa, avevano trovato un cardiochirurgo che accettasse di operare la bambina senza trasfusioni.



Fonte: il centro del cuore non ancora formato. La mamma e il papà erano in fuga sotto le bombe a Mariupol in Ucraina. Il papà, fuggiva dalla coscrizione e corte marziale per non voler fare militare e guerra. A Dnipro, dove erano scappati, per due mesi i medici hanno lottato per la vita di Khrystyna, la figlia a cui dopo il parto avevano diagnosticato un difetto cardiaco Troppo grave e anemica, con emoglobina molto bassa, per essere affrontato l'intervento a Dnipro. Dovevano a tutti i costi lasciare l’Ucraina! Otto mesi dopo, con sei giorni di viaggio, sono arrivati in Irlanda. Anche lì la bimba fu considerata non operabile.
I genitori hanno saputo del dottor Guido Michielon, che opera dal 2022 all'Istituto Giannina Gaslini di Genova. Già responsabile del programma di cardiochirurgia neonatale del Royal Brompton Hospital in consorzio con l’Evelina Hospital di Londra. Specialista riconosciuto per la cardiochirurgia congenita nella comunità scientifica internazionale, con migliaia di interventi chirurgici eseguiti a cuore aperto per tutte le più complesse patologie e procedure e con importanti riconoscimenti per la sua attività clinica e di ricerca. Uno dei massimi esperti al mondo in cardiochirurgia pediatrica e neonatale, tornato in Italia a Genova nel 2022, dopo anni di attività nei centri d’eccellenza degli Stati Uniti e d’Europa, oggi a capo della cardiochirurgia al Gaslini di Genova. Formatosi a Padova, ha completato la sua formazione clinica in cardiochirurgia negli Stati Uniti, dove ha trascorso cinque anni lavorando nei più rinomati dipartimenti cardiaci del paese, dalla Mayo Clinic al Boston Children’s Hospital, al Children’s Hospital di Philadelphia, prima di iniziare a lavorare presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma dove ha operato fino al 2012. Dal 2012 al 2015 ha poi lavorato come chirurgo cardiotoracico pediatrico presso l’University Medical Center di Groningen nei Paesi Bassi e dal 2015 si è trasferito presso il Royal Bromton Hospital. È responsabile presso il Guy’s and St. Thomas (con fusione di Evelina Children’s Hospital e Royal Brompton Hospital) della Cardiochirurgia pediatrica e neonatale. È responsabile del programma per il trattamento del cuore sinistro ipoplasico, attualmente la frontiera più avanzata della cardiochirurgia neonatale. Nella sua esperienza statunitense è stato allievo di “ mostri sacri” della specialità, come il prof. Donald Doty di Salt Lake City, di Aldo Castaneda del Boston Children’s Hospital, di Bill Norwood, di cui è stato chief resident e che ha inventato la procedura universalmente utilizzata per il trattamento del cuore sinistro ipoplasico, noto come intervento di Norwood. Già esperto in alcuni interventi di cardiochirurgia senza emotrasfusioni su bambini figli di Testimoni di Geova. Le sue mani esperte hanno fatto più di 4.500 interventi su bambini con cardiopatie congenite gravi.



Fonte:
Foto di repertorio pubblicata su AvvenireCon la sua équipe ha studiato una complessa strategia, con tecnologie d'avanguardia mirate per operare la piccola Khrystyna evitando trasfusioni, prima, durante e dopo l’operazione. Addirittura hanno allestito un circuito per circolazione extracorporea piccolissimo, con un sistema di filtrazione continua per utilizzare solo il sangue della bambina. Nemmeno una goccia è andata sprecata. Persino le perdite durante l’operazione sono state recuperate con un sistema che lava e restituisce i globuli rossi al paziente. L’intervento doveva ricostruire e riparare la valvola della bambina senza doverla sostituire. L’operazione è durata 5 ore e il cuore di Khrystyna è stato fermo per ben 80 minuti. Sono riusciti ad evitare di ricorrere ad una protesi che avrebbe significato sostituirla con altri interventi nel tempo e l'uso di anticoagulanti a rischio di future necessità emotrasfusionali. Dopo soli sette giorni di terapia intensiva l’hanno dimessa in ottime condizioni. L’intervento è stato risolutivo, e non ci sarà bisogno di farne altri dichiara il dottor Guido Michielon. L'intera Famiglia è tornata in Irlanda dove avevano trovato casa e lavoro dopo che la loro casa a Mariupol, bombardata, era stata distrutta.
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